Tuesday, September 26, 2006

...a proposito di Miss Italia...

I vari concorsi di bellezza non hanno mai suscitato il mio interesse ed anzi non mi hanno mai trovato d'accordo. Credo che l'esibizione forzata di sé, di fronte ad una giuria chiamata ad esprimere un parere su elementi “esteriori”, con qualche domandina semplice semplice per verificare se la candidata abbia un po’ “di cultura”, sia degradante per una donna. Ammetto di avere dei pregiudizi, ma tant’è: mi schiero anch’io dalla parte di chi farebbe sinceramente a meno di queste manifestazioni. Però, però però... Il giorno successivo alla vittoria – per la prima volta – di una ragazza della regione in cui abito, un trafiletto sul quotidiano che abitualmente leggo mi ha fatto sobbalzare. Riportava le parole di un baffuto politico locale, trombato alle ultime elezioni dopo aver deciso di passare 'dall'altra parte': “Se mia figlia mi chiedesse di partecipare ad un concorso tipo Miss Italia, mi dovrei interrogare sull’efficacia dei miei insegnamenti”. Sorge spontanea la domanda: e se sua figlia un giorno si presentasse a casa dicendo “Papà, voglio entrare in Parlamento”, con i tempi che corrono e il giudizio che 'i politici' (nota bene: non 'la politica')si tirano addosso, cosa farebbe, salti di gioia? Personalmente, resterei molto più deluso.

Saturday, September 23, 2006

Si accettano proposte

Quale punizione esemplare proporreste per i "furbetti" alla Billé? Ovviamente, in caso di conclamata colpevolezza... (Ma sappiamo come vanno le cose nel mondo, a prescindere dai colori...)

Tuesday, September 19, 2006

Lettera aperta ad un direttore di quotidiano

Egregio Direttore, il tono di questa lettera vorrebbe essere umoristico alla Pirandello: un sorriso amaro di fronte alle molteplici facce della realtà. Ma Lei sa quant’è suscettibile l’Uomo che si sente offeso anche di fronte alla veridicità dei fatti. Le chiedo pertanto, se può, di firmare la mia lettera con lo pseudonimo da me scelto – il nome di un poeta satirico latino noto per la sua indignazione. Grazie.

La notizia - vera - è una di quelle per le quali o sorridi pensando a quanto può essere, nella sua miseria, meschino il genere umano o ti indigni, manifestando la tua rabbia contro il malcostume. Veniamo ai fatti. In un Istituto scolastico della mia città un’ex-insegnante in pensione da qualche annetto (e già qui le malelingue hanno fatto girare leggende metropolitane: come ha fatto, ad esempio, ad ottenere il pensionamento a metà degli anni '90, neanche vent'anni dopo essersi diplomata?) approfittando della sua pur breve permanenza nel suddetto istituto, ha contattato qualche rappresentante editoriale per farSI (il riflessivo è d’obbligo) spedire in saggio alcuni libri scolastici che, guarda caso, servono in realtà alla figlia che frequenta il medesimo istituto.
Bazzecole, ovviamente. Si tratta di una notizia che non squassa più di tanto una società presa da ben più gravi e nobili problemi, ma ho voluto ugualmente riferirla, con l’augurio che il naturale moto di indignazione lasci il posto ad un più benevolo sorriso di commiserazione per la piccineria dimostrata.
Giovenale

Sunday, September 17, 2006

Riflessioni domenicali...

In un interessante post di un amico (“Anticlassicismo”) si è discusso a più voci di un aspetto non trascurabile della “scrittura” moderna. Vi si rimandano gli interessati per un maggior approfondimento.
Per quanto mi riguarda, io credo che uno degli “errori” di Manzoni – visto ovviamente dalla prospettiva odierna – sia quello di aver fatto parlare i suoi personaggi come in realtà non avrebbero saputo né potuto parlare. Ma probabilmente questo non era uno dei suoi problemi, e pertanto accettiamo di buon grado quella patina di “suono ottocentesco” che circola per tutto il romanzo. Vale a dire: operiamo una contestualizzazione anche e soprattutto ad orecchio. Ben diverso sarebbe se un romanzo ambientato, che ne so, in un’officina, in una fabbrica, in un centro sociale presentasse dei personaggi che, anche in presenza di una certa alfabetizzazione linguistica, si mettessero a parlare o pensare come Lucia o Renzo. Sarebbe intesa subito come una parodia e pertanto accettata solo ed esclusivamente come tale.
Questo per dire che a mio avviso sia nel parlare, sia nello scrivere è opportuno adattare il proprio modo di esprimersi alle condizioni in cui di volta in volta ci si viene a trovare, altrimenti si corrono diversi rischi, non ultimo la perdita di credibilità.
Ed allora? Nella diatriba Classicismo/Anticlassicismo io spezzerei una lancia a favore della maggiore malleabilità e adattabilità della lingua italiana rispetto ad altre lingue più "regolate". Nello stesso tempo, però, credo nella necessità di un sano ‘buon senso’ (ancora un orecchio che senta le stonature), un buon senso che non crei ‘regole’ ad hoc senza possibilità di eccezioni: l’abbarbicarsi ad esse può essere dannoso. Chi non vede, oggi, quanto è costata la forte limitazione linguistica operata dal Bembo nel Rinascimento? Eppure anche allora – e lo dimostrano certi testi non canonizzati - la lingua era un’entità viva e in continua evoluzione che si adatta e si modifica anche grazie a gusti e mode: è antropologicamente rilevante, da questo punto di vista.
Ben vengano quindi le variegate esperienze – più o meno riuscite, più o meno valide – di scrittura “creativa” quali appaiono dai blog: io credo che al di là della fase diaristica con la quale ci si avvicina a questo strumento del terzo millennio ci sia un’altra fase che, come ‘addetti ai lavori’ dobbiamo tener conto. Ed è quella di notare e registrare l’evoluzione stessa della lingua, da non confondersi con uno spregiudicato avanguardismo fintamente modernista: punteggiatura e sintassi bisogna abituarsi a sentirle, più che a studiarle come regole ferree ed univoche.

(Rileggendo quest’ultima frase, mi sono rivisto al ginnasio di fronte ad un grave errore sottolineatomi dal professore di italiano in un tema. Qualcuno è in grado di riconoscerlo?)

Saturday, September 16, 2006

Qualcosa mi sfugge...

"...Ho sempre cercato di essere obiettivo nel giudizio critico; se qualcosa non mi piaceva preferivo non scriverne."
(Letta in: 'Anni 70 Generazione rock', di Giordano Casiraghi)

Thursday, September 14, 2006

Auguri, Marianne!



La notizia è di quelle che ti fanno pensare. A tante cose, le più diverse. Ognuno può leggerla come vuole. Ma noi ....enni, eh!... che possiamo dire?

(La foto è stata tratta da www.concertlivewire.com/marianne.htm Se ci sono problemi di copywright, si prega di segnalarlo)

Tuesday, September 12, 2006

Sfogliando i quotidiani...

...spesso la mia attenzione viene attirata dai ritratti che immortalano una o più persone in atteggiamenti o pose che sarebbero entrate di diritto negli studi di Lombroso. Sul quotidiano locale, oggi, la fotografia della stessa persona viene pubblicata,nell'articolo di fondo della prima pagina, in un atteggiamento per così dire normale. Nella pagina interna, dove l'articolo viene ripreso con approfondimenti interessanti, la stessa persona assume un aspetto diverso ed inquietante, oserei dire che non ispira assolutamente fiducia. Ed allora mi chiedo quanta ragione avesse Pirandello... Solo che ad una successiva riflessione non posso fare a meno di riconoscere che la fotografia, come arte, è una "finzione" e come tale si presta a molte manipolazioni...

Sunday, September 10, 2006

Utili banalità o banali utilità...


Oggi mia figlia ritorna dall'Irlanda. Ci siamo sentiti questa mattina, via cellulare, al momento della partenza da Galway e più tardi ci ha fatto sapere, via SMS, che era arrivata all'aeroporto di Dublino. Ho acceso il PC e mi sono collegato ad Internet, indirizzandomi subito sul sito dell'aeroporto: in tempo reale, ho assistito all'avviso della partenza di vari aerei. Con un po' di ritardo (delayed) è partito anche il suo. Non ho atteso un attimo e sono andato sul sito dell'aeroporto di arrivo: anche qui, con un aggiornamento in tempo reale ogni 60 secondi si viene a sapere quali aerei sono atterrati, con informazioni supplementari quali la compagnia di navigazione, la città di partenza, la stima dell'arrivo o l'eventuale ritardo. Adesso sono in attesa del prossimo messaggio, con il quale mi avviserà della partenza in pullman (telefonare costa di più...) e mi dirà l'ora prevista per l'arrivo. Giunta a pochi chilometri da casa, mi manderà un altro SMS.
Che dire di più?

Friday, September 08, 2006

Etimologia

Ad elezioni ormai passate, ma in previsione delle prossime (speriamo lontane...), mi è venuto in mente che il termine candidati ha come radice la parola latina candidus, cioè bianchissimo, immacolato, candido, appunto. Infatti chi voleva farsi eleggere in qualche magistratura era solito portare una toga bianchissima, probabilmente -ma non ne sono sicuro- per mettere in evidenza la sua integrità morale. Forse è per questo motivo che la maggior parte dei moderni politici, non solo italiani, prediligono un abito scuro....

Riproviamo...

Forse cambiare aria fa bene... Tentiamo una nuova esperienza con un'altra piattaforma. Forse vengono altre sollecitazioni, altre idee..